18 oct. 2015

Regards sur le sommeil
La nuit porte conseil

Pascal Gautrand
Regards sur le sommeil<br/>La nuit porte conseil

INCONTRO

REGARDS SUR LE SOMMEIL

LA NOTTE PORTA CONSIGLIO

 

Lunedì 19 ottobre 2015
dalle ore 18.00 alle 21.00

in presenza degli autori

Made in Town
58 rue du Vertbois
75003 Paris

Occupandosi spesso di lavoro, Made in Town si gode un meritato riposo ospitando due storiche dell'arte, Véronique Dalmasso e Stéphanie Jamet-Chavigny, autrici di un libro, pubblicato da Le Manuscrit. Come indicato nel preambolo, «guardare, è tenere gli occhi aperti, mentre il sonno li chiude.» Dormire non è sempre, però, il modo migliore per essere improduttivi.

Con riferimento a una selezione di sedici opere di artisti, dal Rinascimento a oggi, che rappresentano o raffigurano il sonno, questa analisi a quattro mani ci tiene svegli. L’acuta attenzione alla diversità dei dormienti, alle dormeuse, alle loro posizioni, alle loro situazioni, il loro stesso isolamento permette di catturare la molteplicità e le corrispondenze tra il loro sonno.

All'interno delle sue pagine, Regards sur le sommeil ci apre gli occhi sul ruolo importante del riposo, percepito non soltanto come un momento di vacuità e di inattività ma anche come una parentesi produttiva, creatrice e rivelatrice di attività.

Apollo dormiente, Lorenzo Lotto, 1530 o 1545 ?, olio su tela, 44 x 74 cm, Budapest, Museo delle Belle Arti

L’Apollo dormiente di Lorenzo Lotto è un'opportunità per entrambe le storiche dell'arte per prendere in considerazione il concetto di vacatio animae, così come è stato introdotto dal filosofo italiano Marsilio Ficino, traduttore di Platone, alla fine del XV secolo. E’ quindi attestato che dal Rinascimento questo stato di sonno avanzato, venato di malinconia, permette all’anima di distaccarsi dal corpo per  viaggiare e allo stesso tempo fare un sonno prolifico e ispiratore.


In merito a Bed Piece – la performance dell'artista americano Chris Burden che, dal 18 febbraio al 10 marzo 1972, occupò non-stop per 22 giorni un letto nello spazio di una galleria - gli autori sottolineano: «[...] L'inattività fisica o la sottrazione della stessa non è da intendersi come inattività cerebrale e mentale in quanto attività di produzione. Burden non fa nulla, quindi si tratta di per sé di un'azione non produttiva, in particolare contro la società che è portata alla sovraproduzione, specialmente dal momento che effettua questa performance in una galleria.»


Queste osservazioni fanno eco alla dichiarazione dell'artista francese Sophie Calle in merito alla sua performance, che è ugualmente trattata nel libro: "Volevo che il mio letto fosse occupato 24 ore su 24, come quelle fabbriche in cui non si chiude mai la porta. Ho quindi chiesto alla gente di susseguirsi in turni di 8 ore per 8 giorni. Ho scattato una foto ogni ora. Ho guardato i miei ospiti che dormivano [...]. "
 

 

I Dormienti, Sophie Calle, 1979

Secondo gli autori, con questa performance, «[...] Sophie Calle fa dell’inattività riguardante la natura del sonno, un’azione produttiva. E dormire diventa un lavoro». Per ogni opera, un metodo, differenti strumenti di analisi e di riferimenti critici, che riflettono la ricchezza e la varietà di approccio possibile solo allo storico dell'arte. Il libro si rifà a conoscenze storiche, sociali, fisiologiche o psicoanalitiche. In sostanza, le rappresentazioni del sonno sostengono questa polisemia e il libro si conclude su questa frase:«Rappresentare il sonno sarebbe un modo, attraverso il tempo, la storia, per dimostrare che l'artista non si separa mai dallo stato di vigilanza.»

 

A proposito degli autori:

Véronique Dalmasso, dottoressa, ricercatrice in Storia dell'Arte presso l’Université de la Sorbonne - Paris IV, insegna storia dell'arte moderna presso l’Université de Picardie-Jules Verne.

Stéphanie Jamet-Chavigny, dottoressa, ricercatrice in Storia dell'Arte presso l’Université de la Sorbonne - Paris IV, è professoressa presso l’Institut supérieur des Beaux-Arts de Besançon/Franche-Comté.

 

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