13 gen 2016

UNA STORIA DI FILIERA

Léandra Ricou
UNA STORIA DI FILIERA

Il lavoro della lana a Mazamet. N°624, éditeur Labouche.

Nel 1900 Mazamet conta una cinquantina impianti per il trattamento delle pelli che importa ed esporta in tutto il mondo. Per quasi 150 anni, fino a quando non si verificherà il primo scossone a causa dell’industria petrolifera, nulla metterà in discussione l'egemonia di Mazamet nella concia delle pelli. Se oggi il ronzio delle macchine industriali è calato, la Montagna Nera nasconde ancora nei suoi fianchi una straordinaria ricchezza di competenze artigianali e industriali.

ll preparatore Henri Plo, il filatore Le Fil Amalric, il tessitore Le Passe-Trame  e il pellettiere Faune hanno messo a disposizione il loro know-how per creare una coperta tessuta in lana e canapa, circondata da una cintura in pelle, simbolo della collaborazione degli atelier della Montagna nera. Il rinomato saper fare tessile della regione dei Midi-Pirenei risale al Medioevo. A quel tempo, il dipartimento del Tarn si distingue già per un'intensa attività intorno alle città di Castres e Mazamet. All’inizio considerato come un’attività principalmente domestica, questo tipo di artigianato tessile comincerà la sua sua transizione industriale alla fine del XXVII secolo.

In qualche modo, il plaid Montagna Nera, un mix esclusivo di lana e canapa, è il risultato dell’incrocio di diversi saper fare e del lavoro di squadra di quattro atelier locali: Le Fil Amalric, Ets. Henri Plo, Le Passe-Trame e Faune. Credits: Le Fil Amalric.

L'abbondanza di greggi, l'onnipresenza di acqua per il lavaggio della lana con l’apporto di energia idraulica necessaria per azionare i mulini, la vicinanza dei coloranti quali la cocciniglia e la robbia, e, infine, un territorio non favorevole all’agricoltura - rilievi contrastati su suoli poveri che hanno costretto i residenti a cercare altre occupazioni - spiegano lo sviluppo della lavorazione della lana nella regione.


Sotto la guida di una borghesia protestante di commercianti - in seguito all'Editto di Fontainebleau - l'industria tessile continua il suo sviluppo per tutto il XVIII secolo. Le acque del fiume Arnette che attraversano Mazamet garantiscono le migliori condizioni per la lavorazione della lana, a causa del loro basso contenuto di calcare. Questa scoperta farà la fama e la fortuna di Mazamet che diventa in pochi decenni la capitale mondiale della conceria, fornendo sia le industrie laniere che quelle pellettiere. Quest'ultima gradualmente prende il sopravvento sull’industria tessile regionale.


La città impara così a tessere legami commerciali oltreoceano. I suoi ricchi industriali stabiliscono insediamenti sulle terre dei più grandi produttori ovini - Argentina, Uruguay, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda - e offrono una dimensione internazionale alle produzioni locali.

 

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