05 ott 2016

L'INDUSTRIALIZZAZIONE
DEL COLORE NATURALE

Pascal Gautrand
l'industrializzazione del colore naturale

Piante secche ed estratti di robbia, reseda, indaco © Kifabrik

In tutto il mondo oggi, i processi di tintura naturale sono al centro di dibattiti e discussioni nel campo del design tessile. Fondati sulla base di una varietà di ricette artigianali, spesso acquisite e trasmesse oralmente nel corso del tempo, questi procedimenti utilizzano metodi complessi che richiedono conoscenze trasversali di numerose discipline come la botanica, la geologia, la fisica o la chimica. L'avvento dell’industria e dei coloranti sintetici ha portato a rifiutare le pratiche empiriche e disconoscere la valenza di risultati casuali, tuttavia molti che oggi operano nei settori della moda e della creazione tessile lavorano alla loro riscoperta e talvolta alla loro rivisitazione in contesti industriali.

L’ossessione del tono di colore perfetto

La riproduzione di massa dei beni di consumo, dagli abiti agli accessori, attraverso oggetti decorativi o il mobilio, porta necessariamente a scegliere dei processi di produzione affidabili, sviluppati dall'industria. Per assicurare condizioni di riproducibilità, questi metodi non presentano alcuna possibilità di variazione o diversità, al fine di ottenere il medesimo risultato visivo. Tuttavia, il colore nel suo stato puro e naturale è ricco di nuance e di sottili variazioni, spesso inaspettate e imprevedibili, ed è molto lontano da rispettare di questi standard.

Nella moda in particolare, ad eccezione di qualche esempio isolato – come lo scolorimento, l’invecchiamento e l’usura artificiale del denim, processi di tintura sulla maglieria - il colore è un parametro che deve essere corretto, preciso e soprattutto uniforme. I progressi della colorimetria e dei coloranti artificiali sono rivolti alla ricerca della tonalità di colore perfetto la cui ossessione nasce dalla necessità di copiare e riprodurre in forma seriale. Nella produzione tessile, solo l’artigianato o la pratica amatoriale tollerano “l’imperfezione" del colore come parametro accettabile – per esempio la cravatta tie&dye – attestando così l'autenticità di una produzione, imperfetta e “fatta a mano".

AGuery x Living Blue, collezione di disegni realizzati combinando tinture indigo e trapuntatura ©AnaisGuery

Il piacere impressionista

All’opposto, la bellezza della tintura naturale sta proprio nella sua disomogeneità, considerata oggi un'imperfezione. La molteplicità delle molecole coinvolte nella composizione di un bagno di tintura naturale offre una varietà di tonalità e  una profondità di sfumature incomparabili che si contrappongono alla perfezione monocroma dei coloranti artificiali. Alla complessità dei coloranti naturali, vanno aggiunte quelle dei mordenti, a cui sono associati, per svelare e fissare le proprietà della tintura. In contrapposizione con i cambiamenti di temperatura e l’acidità del bagno di colore, questi ultimi impongono un’aleatorietà che rende definitivamente impossibile la padronanza del colore uniforme.

Chang Eungbok, campioni di tinta naturale ©MadeInTown

In tutto il mondo, una nuova generazione di designer, artigiani, industriali, agricoltori, botanici, ingegneri, esplorano insieme i diversi metodi tradizionali di tintura e riscoprono il piacere quasi impressionista del colore naturale, una visione per gli occhi – quasi fosse un dipinto puntinista di Georges Seurat.

Il piacere di creare in armonia con la natura garantisce non solo di sviluppare un sistema di eco-design per ridurre l'impatto umano sul pianeta, ma permette anche alle creazioni di beneficiare delle proprietà intrinseche delle piante e dei loro elementi naturali, siano esse curative, olfattive o olistiche.

Sia nella moda che nella decorazione, sembra che dal punto di vista della creazione contemporanea, l’uso del colore naturale richieda una processo di tintura tale da essere al centro della progettazione di ogni nuovo prodotto. Nell’epoca dello slow-made, adattare le proprietà estetiche e relative colore degli oggetti alle leggi della botanica e alla stagionalità, significa dunque imporre una maggiore sincronia tra i ritmi di consumo e quelli del pianeta.

In occasione della 4° edizione della Biennale ÉMERGENCES - Métiers d’art x Design, organizzata da Est Ensemble, Made in Town presenta l’esposizione collettiva La Nature de la couleur sul tema della tintura naturale. Questa mostra, che unisce la visione di stilisti e designer con i saper fare degli artigiani e degli industriali specializzati nel tessile, mette in scena cinque diversi punti di vista sull’utilizzo contemporaneo del colore attraverso dei processi naturali sviluppati in Francia, Brasile, Corea del Sud, Bangladesh e Giappone.

 

La mostra si avvale della partecipazione di:

Made in Francia

Patrick et Isabelle Brenac, Green’ing / coloranti naturali

Emmanuel Amalric / filatura

Xavier Plo / tintura e appretti

Isabelle Rodier et Clément Bottier, Kifabrik / design tessile

 

Made in Brasil

Producteurs de fibres coton / cotone biologico

Natural Cotton Color / artigianato tessile

Rafael Lemos / fashion design

 

Made in Giappone

Aurore Thibout / fashion design & design tessile

Akasaka Taketoshi / Maestro artigiano katasome

Tayuh Silk / Tessitore

La cité de la dentelle et de la mode

 

Made in Corea del Sud

Chang Eung-Bok / design tessile

Sangju Silk / tessitura seta

Kim Kyung Yeol / tintura naturale

 

Made in Bangladesh

Anaïs Guery / fashion design

Living Blue / tintura naturale e tie&dye

 

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