03 feb 2016

SULLE ORME
DELLA TRADIZIONE ARTIGIANALE E INDUSTRIALE

Fabien Cluzel
SULLE ORME DELLA TRADIZIONE ARTIGIANALE E INDUSTRIALE

Sala della tessitura del museo del tessile Labastide-Rouairoux: Credits: museo del dipartimento del tessile Labastide-Rouairoux.

Poiché attraverso il progresso, la conoscenza e il know-how rischiano niente meno che l’oblio, talvolta un atelier è custode prezioso di gesti e di culture che si riscoprono come in un museo. Questa scoperta è la fonte di una recente frenesia ed è supportata dal turismo artigianale e industriale. Qua e là, fioriscono dei musei a questo dedicati.

Purtroppo, spesso i musei sono destinati a esporre solo la conoscenza dimenticata, evocando con nostalgia l’antico splendore di bacini industriali o di prodotti artigianali licenziati dal consumo di massa.

Il dipartimento di Tarn è uno dei più ricchi eredi di questo patrimonio. Il museo del dipartimento del tessile di Labastide-Rouairoux, il museo Dom Robert et de la Tapisserie del XX secolo a Sorèze, ma in un contesto più industriale anche il museo del Saut du Tarn a Saint-Juéry, dedicato all’epopea dei metalmeccanici o ancora la miniera-museo del dipartimento dell’antico bacino minerario di Carmaux-Cagnac, sono testimoni di questa ricchezza passata.

Il museo e il centro d’arte del vetro di Carmaux, nel frattempo, mantiene viva la memoria del saper fare dei soffiatori di vetro, ma si rivolge anche alla creazione contemporanea, con opere firmate da artigiani e artisti internazionali.

Questo turismo si associa talvolta, in maniera del tutto inaspettata, con la natura. Da Mazamet a Hautpoul, il sentiero che segue le onde del fiume Arnette, mescola splendori della natura e vestigia del passato industriale della regione.

Ma un’officina o una fabbrica, è innanzitutto un patrimonio vivente: l’odore di un laboratorio, il suono di gesti precisi, il toccare materiali nobili, possono risvegliare un enorme interesse.

Che si tratti di lavorazioni tessili, della pelle, del legno, della pietra o dell’ardesia, questa eredità di saper fare manuali e di tecniche capitalizzate nel corso dei secoli è un’autentica materia prima. In combinazione con i nuovi strumenti e gli obiettivi adattati alle aspettative dei consumatori, rende la memoria un valore aggiunto significativo.

 

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