14 ago 2016

DIY 2.0 : JUST DO IT YOURSELF !

Léa Liabastre
DIY 2.0: Just Do It Yourself!

Nell’ambito di un workshop di formazione a Nouvelle Fabrique

Associata con il sorgere della visione anti-consumista degli anni  ‘70, la filosofia del Fai da te, Do-it-yourself, costituisce inizialmente una vera e propria sottocultura, che comprende qualsiasi attività produttiva dove non si è semplicemente degli spettatori o dei consumatori. Più che un sistema riferito al modo di “cavarsela” o del “riparare”, il Fai da te incarna oggi dei nuovi interessi creativi e ricreativi oltre che una dimensione comunitaria rispetto ad alcune pratiche quotidiane come cucinare, cucire, fare giardinaggio, per citarne solo alcune

Di fronte all'industrializzazione di massa, la smania dei nostri giorni per le tecniche artigianali e per l'oggetto unico contribuisce alla diffusione e alla democratizzazione del Fai da te nella società contemporanea. Riappropriarsi dell’idea del fare e del lavoro manuale nella costruzione di un oggetto sembra provocare gioia e piacere, a volte terapeutici.

Piuttosto marginale agli inizi, il Fai da te si è democratizzato e si manifesta ora in diversi modi in cui spesso troviamo i concetti di condivisione e di trasmissione del sapere fare. Attività individuale, ma anche collettiva: un numero crescente di atelier aprono le loro porte, offrendo formazione tecnica accessibile a tutti, come nel caso dei ceramisti Cécile Gasc e Dominique Thomas, basati nel cuore della Montagna Nera, nel sud Francia e che, per il gusto di trasmettere il loro know-how, dedicano ciascuna una parte della loro attività a svelare la pratica della ceramica.

Questi, inoltre, consentono ai consumatori di prendere coscienza dei processi di produzione e delle competenze richieste per la realizzazione di qualsiasi oggetto. Chi felicemente acquista i mobili Ikea sperimenta - a volte a proprie spese - il tempo di montaggio di un oggetto, che a volte è superiore rispetto a quello della sua fabbricazione e rende di fatto tangibile l’ingegnosità e la complessità che si celano dietro gli oggetti di design che popolano la nostra vita quotidiana.

Centrati sui principi di apertura e collaborazione, i fab labs sono destinati a imprenditori, artisti, designer, appassionati di bricolage o agli studenti che desiderano realizzare da soli prodotti e prototipi, con l’aiuto di macchinari, spesso controllati da computer. Questi processi automatizzati rendono più accessibili determinate fasi di produzione, un tempo realizzate artigianalmente, a mano, e richiedono quindi esperienza e destrezza.

WikiHouse, Nouvelle Fabrique. Atelier e sistema di costruzione Open Source

E’ il caso della Nouvelle Fabrique a Pantin, micro-officina urbana che propone di iniziare il pubblico alle ultime tecniche (stampa 3D, taglio laser, etc.) o a quelle tradizionali (falegnameria, pelletteria, etc.). Questo spazio di lavoro, di nuovo genere, aperto ai creatori dilettanti e ai  professionisti alla ricerca di mezzi di autoproduzione, cerca delle nuove soluzioni per creare collaborazioni e produrre diversamente. La Nouvelle Fabrique, come pratica del Fai da te contemporaneo, rivaluta il lavoro e rivendica il ritorno al movimento degli Arts & Crafts, giustamente formulato dall’artista inglese John Ruskin (1819-1900): "La suprema ricompensa del lavoro non è quello che si guadagna, ma quello che ci permette di diventare".

Questa nuova valorizzazione della pratica e del lavoro manuale avviene anche attraverso laboratori di integrazione sociale. Generare un legame grazie a delle attività manuali che soddisfano dei bisogni collettivi è, in particolare, il lavoro quotidiano della Régie del quartiere Paris-Centre, nelle immediate vicinanze di Made in Town, che dà lavoro a persone in situazioni difficili. La Régie sviluppa una serie di attività sul territorio per rafforzare i legami tra gli abitanti con percorsi di vita differenti.

Macchina da cucire PFAFF “hobby” e kit per la cucitura proposti da la Régie del quartiere Paris-Centre

Oltre alla creazione di un orto collettivo su sollecitazione del Musée des Arts et Métiers, che consente ai residenti di scoprire le gioie del giardinaggio, e di far rifiorire i legami sociali, la Régie del quartiere Paris-Centre è anche fautore della creazione di un laboratorio di cucito settimanale, che si tiene sotto la guida del designer Mamadou Bamba. Originario della Costa d'Avorio e formatosi nel cucito, si è appassionato molto giovane a tessuti e colori. Arrivato in Francia all'età di 18 anni, ha inizialmente creato abiti per case di moda, prima di aprire il suo negozio cinque anni più tardi. Notato dal famoso stilista africano Alphadi Mamadou, Bamba è stato invitato due volte a presentare il suo lavoro al Festival internazionale della moda africana nel 2000 e nel 2003 (FIMA). Ha anche vinto nel 2004 il Gran Premio della creazione della città di Parigi.

 

Atelier couture de la Régie de quartier Paris-Centre
www.regiedequartierpariscentre.org

La Nouvelle Fabrique
www.nouvellefabrique.fr

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